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Dieta a zona: ecco le regole

Dieta a zona: ecco le regole

“Fa’ che il cibo sia la tua miglior medicina e che la tua migliore medicina sia il tuo cibo” – Ippocrate

Per comprendere cosa si intende per dieta a zona (o metodo alimentare zona), e perché può essere importante seguirla, è importante conoscere i punti cardine sui quali si basa, e sui quali il suo fondatore, il biochimico Barry Sears, si è ispirato per mettere a punto la sua teoria.

Innanzitutto, con il termine “zona” in ambito farmaceutico si definisce la quantità di farmaco necessaria perché ottenga la sua efficacia. Il metodo alimentare di Sears, la cosiddetta dieta a zona appunto, considera il cibo come tra i farmaci più potenti. Diventa pertanto necessario assumerlo in modo controllato e soprattutto nelle giuste proporzioni.

La zona diventa quindi lo stato metabolico in cui l’organismo lavora al suo massimo picco di efficienza, avendo fatto il pieno di tutti gli elementi nutritivi di cui ha bisogno. Importante è dunque nella dieta a zona bilanciare con precisione i differenti macronutrienti che compongono la nostra alimentazione, carboidrati, proteine e grassi, in modo tale che gli ormoni che regolano tutto il processo nutrizionale (soprattutto eicosanoidi, insulina e glucagone) lavorino in perfetto equilibrio.

Regole della dieta a zona

La formula su cui si basa il metodo alimentare zona, segue la regola del 40-30-30, ovvero la necessaria e precisa assunzione del 40% di carboidrati, il 30% di proteine e il 30% di grassi nel complesso del proprio apporto calorico giornaliero, accompagnata ovviamente da una costante ed adeguata attività fisica.

Al contrario della cosiddetta dieta mediterranea, che pone invece alla base della nota piramide alimentare i carboidrati (pasta, pane, cereali ecc.). La dieta a zona invece, oltre a ridurre la percentuale di grassi e proteine da assumere, punta ad un’assunzione glucidica non attraverso pane e pasta, bensì sotto forma di frutta e verdura e alimenti a bassa produzione insulinica.

Inoltre è importante non far trascorrere più di cinque ore tra un pasto e l’altro. Per la dieta a zona fare quindi uno spuntino diventa fondamentale. L’ideale è che la giornata si componga circa cinque pasti giornalieri, tre principali (colazione, pranzo e cena) e due spuntini, uno tra colazione e pranzo e uno tra pranzo e cena. Inoltre, se non ci si corica entro due ore dall’ultimo pasto, è necessario un terzo spuntino, dopo cena. La composizione degli spuntini dovrebbe sempre essere suddivisa nella giusta quantità di carboidrati, proteine e grassi.